My Own Private Idaho

The Soul Selects Her Own Society then Shuts the Door

Pubblicità volgare oppure una geniale intuizione creativa?

CREATIVITA' O VOLGARITA'?

Un'immagine pubblicitaria, per i mezzi che usa e per il messaggio che lancia, a volte può risultare irrispettosa e offensiva nei confronti della dignità e sensibilità di chi la fruisce. In questo caso il corpo femminile è stato usato per pubblicizzare un prodotto; il vino.

Il sesso, la volgarità, il cibo e le donne sono gli ingredienti usati per fare  pubblicità dalle aziende che vogliono catturare l’attenzione del pubblico ed invogliarlo al consumo. Queste imprese focalizzano l’attenzione su un corpo femminile o su una scena a sfondo sessuale  pur di colpire l’immaginazione dei consumatori. In questo caso Infatti, nell’immagine in questione, risulta un evidente richiamo sessuale che  può ledere la dignità della donna. La decisione può sembrare moralistica ma non è così, perchè si cerca solo di salvaguardare il rispetto della persona. Purtroppo in Italia non esiste una legge che vieta l’utilizzo di immagini che calpestano la dignità della donna per pubblicizzare un prodotto. Le aziende possono fare quello che vogliono. Le poche intercettate anche se vengono censurate non subiscono grandi danni, visto che quando arriva la sentenza le campagne pubblicitarie il più delle volte sono  finite.

 

 In un manifesto affisso sul suolo nazionale si propone la sagoma di un corpo femminile con un calice di vino  posizionato all’altezza dell’inguine, nella zona genitale, al posto delle mutande. La parola “Degustala”, seguita da un punto esclamativo non lascia molto spazio all’immaginazione. Secondo l’Istituto di autodisciplina pubblicitaria il manifesto “si pone l’obiettivo di suscitare sconcerto e disorientamento per imprimere nella mente delle persone il marchio dell’azienda, strumentalizzando la sensibilità del pubblico e gettando discredito sulla comunicazione pubblicitaria. Pochissimi giornali, siti e  altri media comunque, hanno rilanciato la notizia della censura anche se la campagna ha interessato molte testate e i manifesti sono apparsi in diverse città.

Creatività o volgarità?

Tratto dal web, da: "Il fatto alimentare" di A. La Pira.

 

 

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Risposte a questa discussione

Caro Franco, anch'io sono perplesso di fronte al bombardamento di pubblicità, che, per esempio nel settore automobilistico, fanno riferimento ammiccante alle "alte prestazioni" che sarebbero associate ad un certo veicolo

O, sempre in tema vinicolo, il "Soffocone" di vincigliata la cui etichetta non dovrebbe lasciare dubbi sul significato allusivo.

Stiamo assistendo, non da oggi, ad una crescente volgarità del linguaggio pubblicitario nonchè, in generale a un progressivo degrado di standards cui eravamo un tempo abituati.

Il messaggio pubblicitario riflette, in fondo, l'evoluzione (o involuzione?) dei principi e valori che connotano, in un certo momento storico, un'intera società.

E' quindi, a ben vedere un fenomeno sociale che non dipende solo dall'ignoranza o dalla colpa dei singoli ma anche dall'incapacità della società stessa di reagire adeguatamente ristabilendo il limite della decenza e del rispetto.

Dicendo questo, non intendo neppure entrare a far parte di una schiera di bacchettoni moralisti. Prendo atto però dell'impoverimento generale della comunicazione se, a far presa, in un messaggio pubblicitario, sono unicamente impliciti o sempre più espliciti contenuti sessuali.A ben vedere, le donne che, solo a parole, avrebbero diritto di ribellarsi ad uno sfruttamento "insinuante" del loro (giovane) corpo, sono anch'esse il frutto di un contesto sociale in cui "la prestazione", specialmente quella maschile, in fondo, è tutto, anche quando in termini di soddisfazione sessuale può anche esser niente, soprattutto dal "loro" punto di vista.

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